Mi chiamo Marta, ho 34 anni e sono nata a Murano, l’isola del vetro.

Volevo fare la giornalista, ma anche l’atleta professionista. Ho vissuto a Padova durante i miei studi universitari e, in quel periodo, oltre ad essere atleta di canottaggio, ho fatto l’allenatrice per bambini e persino il vigile del fuoco.

Poi, improvvisamente, è venuto a mancare mio padre. E tutto quello che avevo, o che volevo, non significava più nulla. Sono tornata a vivere a Murano, con mia madre e mia sorella, perché sentivo forte l’esigenza di rinchiudermi nell’affetto della mia famiglia. Ma a Murano, oltre alla famiglia, non avevo più niente.

I miei zii, Diego e Mariano, mi chiesero di andare ad aiutarli nella bottega artigianale, lì dove aveva lavorato anche mio padre, e mio nonno prima di lui. Una bottega in cui si producono e si restaurano lampadari. Accettai, più perché avevo bisogno di occupare le mie giornate, che per vero interesse. Ma in poco tempo imparai il mestiere: i gesti mi venivano naturali, come se non avessi mai fatto altro nella vita. Gli zii dicevano che ce l’avevo nel sangue.

E dopo alcuni mesi presi realmente coscienza di ciò che stavo facendo e mi appassionai. Non solo. Nacque in me il senso d’orgoglio, dettato dalla consapevolezza di poter continuare una tradizione di famiglia. Insomma: in pochi mesi diventai un’artigiana per scelta.

Sono profondamente legata a Murano, a Venezia e a tutte le isole della laguna veneta. Mi sento privilegiata: vivo quotidianamente una realtà che i turisti di tutto il mondo sognano di poter visitare almeno una volta nella vita.

Sono legata ai luoghi, ma anche alle tradizioni e, soprattutto, ai mestieri artigianali. Da quando uso pinze, pinzette e attrezzature tipiche del mio mestiere, ho la reale consapevolezza del valore che possiede un oggetto fatto a mano, qualsiasi sia l’oggetto: uno specchio, una maschera, una forcola, una barca, un lampadario. Ogni oggetto è unico, perché fatto uno alla volta con passione, pazienza e precisione. Ogni oggetto racchiude in sé arte, maestria, trucchi e segreti che sempre più raramente vengono tramandati e che quindi si rischia vadano persi.

Vorrei parlarvi di questi mestieri, del mio e di quelli dei miei “colleghi” veneziani. Vorrei soddisfare la mia curiosità andando a conoscerli e, nell’occasione, condividere la mia esperienza. Ma vorrei raccontarvi anche di Venezia, dei suoi luoghi e delle sue tradizioni. Spero che questo viaggio nella mia splendida città riesca ad appassionarvi.

Portate una sedia in Corte Donà: vi aspetto qui per fare “quattro ciacole”!